Ho iniziato una relazione con un uomo più giovane, ma presto mi resi conto che cercavamo due cose completamente diverse.

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Mi separai dal mio primo marito tanti anni fa. Non lavorava, sperperava i miei soldi in alcol e non si faceva scrupoli a rubare in casa. Eppure, per troppo tempo, sopportai tutto.

Poi, una mattina, capii che ne avevo abbastanza. Raccolsi le sue cose, le misi fuori dalla porta e la chiusi alle sue spalle.

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Che liberazione! Da allora, nella mia vita ci furono altri uomini, ma non permisi a nessuno di avvicinarsi troppo.

Un giorno, la mia amica mi disse:

“Perché non trovi qualcuno?”

Sorrisi amaramente. “E dove, di preciso? Gli uomini della mia età sono tutti burberi e scoraggiati dalla vita. Non vogliono una compagna, ma una badante.”

“Allora cerca qualcuno più giovane. Sei ancora una donna affascinante!”

Risi, ma quelle parole rimasero con me. E proprio quando smisi di pensarci, il destino bussò alla mia porta.

Ogni giorno, nel parco vicino casa, notavo un uomo che portava a spasso il cane. Alto, distinto, con qualche capello brizzolato. Prima solo sguardi, poi brevi conversazioni… e senza accorgermene, Ivan entrò nella mia vita.

Aveva 45 anni, divorziato, con una figlia ormai adulta. Mi riempiva di attenzioni: fiori, passeggiate, piccole sorprese. Mi sentivo rinascere. Attorno a me, stupore e sguardi invidiosi.

Quando si trasferì a casa mia, mi sembrò naturale. Tornai a cucinare per qualcuno, a stirare camicie con piacere. Pensavo di essere felice.

Poi, una sera, mi disse con disinvoltura:

“Potresti portare fuori il mio cane. Ti farebbe bene prendere un po’ d’aria.”

“Andiamo insieme.”

“Meglio di no. Non dovremmo farci vedere troppo spesso in giro.”

Quelle parole mi colpirono come un pugno allo stomaco. Si vergognava di me? O forse, per lui, ero solo una governante gratuita?

Quella sera affrontai la questione.

“Ivan, le responsabilità in casa si dividono. E puoi anche lavare le tue camicie da solo.”

Mi guardò sorpreso, poi sorrise con sufficienza.

“Volevi un uomo più giovane? Allora devi accettare il compromesso. Altrimenti… a cosa servi?”

Rimasi in silenzio. Tre secondi. Poi risposi con calma:

“Hai trenta minuti per raccogliere le tue cose e uscire.”

“Ma dove vado? Mia figlia ha già portato il suo ragazzo a casa!”

“Allora potete vivere tutti insieme.”

Chiusi la porta dietro di lui senza esitare. Nessun dolore, nessun rimpianto. Solo una leggera malinconia.

Forse, alla mia età, l’amore vero è solo un’illusione?